10 cose che ho imparato realizzando un social network

5 dicembre 2017

Qualche tempo fa ho avuto la fortuna di partecipare ad un progetto veramente molto ambizioso. Lo scenario è qualcosa di già visto. Federico ha un’idea, sembra buona (e non è la prima volta) ma non sa come realizzarla. Decide quindi di chiamare Maurizio che lavora quotidianamente su queste cose…

L’idea è talmente buona che in poco tempo, dopo qualche riunione e diverse ore spese ad affinare il progetto, riusciamo ad ottenere i fondi per sviluppare il nostro speciale Social Network. Quel giorno nasce idealmente BlurryMe.

Questo post non spiega cosa sia BlurryMe ne tantomeno come siamo riusciti a realizzarla. Questo post parla di come BlurryMe non sarà il nuovo Facebook, il nuovo Instagram, il nuovo Tinder etc etc etc.

BlurryMe è stato un fallimento. Finiti i soldi e senza un base di utenti a 5 zeri abbiamo dovuto a malincuore chiudere la società. Quello che però ha lasciato in noi è una grande ricchezza. A mente fredda analizzando i motivi del nostro insuccesso ho capito molte cose che sono diventate parte integrante del mio bagaglio professionale (e anche personale).

Gli errori commessi mi hanno migliorato ed ora voglio condividere con voi quali sono stati. Si possono applicare praticamente a qualsiasi progetto digitale di una certa importanza.

Errori da non commettere in un progetto digitale

1 – Definisci un target preciso (almeno all’inizio)

Il primo errore commesso è ripetersi in continuazione “Questa app è per tutti!”. Tutti significa nessuno. In fase di promozione non avere bene in chiaro il proprio target è un errore banale che non va commesso. Seleziona una o più nicchie e pianifica in seguito l’espansione. Facebook inizialmente è nato per una sola università (Harvard), poi ha aperto anche ad altre e solo in seguito è diventato il social network di tutti.

2 – Team Team e ancora Team

Il team è tutto e soprattutto in fase di startup deve essere autosufficiente per la maggior parte delle mansioni. Si può sicuramente esternalizzare qualche area (design, sviluppo, marketing…) ma più sono le aree in outsourcing, meno avrete il controllo e più aumenteranno i costi. Valutate bene le collaborazioni che intendete avviare.

3 – Appassiona le persone

Stiamo parlando di progetti innovativi. Per diffondere la tua idea devi trovare persone che la sposino sia all’interno del team che fuori. Per farlo devi trasmettere passione. Solo così le persone ti seguiranno e ti aiuteranno a promuovere il tuo progetto.

4 – Concentrati solo su quello (o quasi)

Spesso non si può scegliere ma uno degli errori più grandi è stato quello di non dedicare il 100% del mio tempo al progetto. Purtroppo bisogna pur mangiare ma è vero che fare lo startupper a mezzo servizio non è una soluzione. Se proprio non è possibile mettere in pausa l’occupazione principale valuta almeno la possibilità di alleggerirla.

5 – Parti leggero ma pronto per diventare grande

Inutile partire pensando di costruire un razzo per andare sulla luna. Costruiamo piuttosto un razzo che ci permetta di alzarci di qualche centinaio di metri a cui aggiungere in seguito moduli per raggiungere altezze maggiori. Il web lo permette e il portafoglio (i server potenti costano) ringrazia. Anche qui cito Facebook che appena sbarcato in Italia (quindi già parecchio grosso) non aveva un’app nativa.

6 – Bisogna essere realmente innovativi (e farlo capire)

Ho già parlato di quanto sia importante avere l’idea giusta. Nel nostro caso l’errore non è stato l’idea in se ma il non essere stati in grado di comunicarla. Questo post ti può aiutare a capire se la tua idea è vincente.

7 – Il design è importante ma non è tutto

L’errore che più mi fa male e che ancora devo digerire. Da designer per me il prodotto è tutto. Uso le app solo se sono belle (o indispensabili) ed ero convinto che l’utente la pensasse come me. In realtà l’utente medio segue logiche decisamente più banali. Sicuramente una applicazione mobile bella ed usabile aiuta ma, soprattutto in fase iniziale, non è indispensabile. Chiedetelo a Snapchat!

8 – L’utente ha sempre ragione

In diretta correlazione al punto precedente. Quello che per te funziona non è detto che funzioni per tutti. Progettando la mia prima applicazione mi sono reso conto di come alcuni amici non sappiano nemmeno la password dello store per scaricarle. Ok questo è un caso limite ma durante questa esperienza ho visto veramente di tutto. Metti in dubbio anche le funzionalità più banali.

9 – La viralità esiste solo se viene innescata

Più che un errore si tratta di una raggiunta consapevolezza. Ogni idea di successo che arriva a noi non ha dietro solamente una grande idea. Spesso ci sono tanto sudore e molto spesso anche tanti soldi. Far “girare” un’idea soprattutto a livello internazionale significa essere pronti ad investire cospicui budget nel marketing. L’effetto volano potrà poi sicuramente aiutare ma avviare la macchina non è affatto semplice.

10 – Non morire di bui

Nel poker sportivo a turno il primo di mano deve mettere delle fiches prima di vedere le carte (da qui la parola buio). In questo modo anche non partecipando alle varie mani un giocatore tenderà a finire senza fiches. In parte è successo anche a noi. Ci siamo riempiti di spese, sempre più alte senza mai giocare veramente nell’attesa di una mano buona che in realtà non è mai arrivata.

Cavolo quanti errori. Qualcosa di buono lo avete fatto?

Decisamente si.

Abbiamo realizzato un’applicazione molto complessa con un budget limitato e l’idea continua ad essere buona al punto che recentemente Apple ha introdotto nel suo iMessage una funzionalità molto simile (con anche la stessa chiave di comunicazione per promuoverla!!!). Realizzare un social network non è semplice, chiedetelo a Google che ancora ci prova!

Giusto per la cronaca, questo è Magic Ink recentemente aggiunto da Apple su tutti gli iPhone…

…e questo è il video con cui abbiamo lanciato BlurryMe (un’anno prima!).